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giovedì 4 agosto 2016

Born to kill

Strana estate questa del 2016...
Dopo aver terminato Robotics Volume 2, a parte qualche sprazzo di distrazione dovuto alla partecipazione a qualche fiera del fumetto, le mie giornate procedono con una piattezza frustrante.

La notte non riesco più a dormire, non solo per il caldo appiccicoso...

Avevo iniziato a correre, la sera, dopo le 20.
Dopo poco più di un mese il mio ginocchio destro ha deciso che non si poteva più fare, così ho smesso.
Un vero peccato...
Mi faceva bene, non solo fisicamente, anche mentalmente.
Amen.
Il solito circolo vizioso, solite avvisaglie di qualcosa che conosco fin troppo bene: una depressione coi fiocchi.
In più sembra che con tutte le proposte di lavoro (fumettistico) che arrivano io sia destinato a vedere passare i treni senza che qualcuno mi faccia salire.
Eppure la volontà c'è da parte mia.
Nulla, tutte bolle di sapone.
Non si concretizza niente.
L'unica cosa che in questi giorni mi sta dando voglia di disegnare sono delle idee bislacche che da un po' ho cominciato a buttare su "carta" (fogli digitali sarebbe più corretto)...

Uccido o ridicolizzo i personaggi classici dell'animazione giapponese.
Sissignore, i "miti" di cui tanti della mia generazione non riescono a fare a meno.
Gli indimenticabili compagni di mille giornate della nostra infanzia passate davanti alla tv.





Ho inziato con questa.
Il titolo recita così:
"Abili strateghi di Vega realizzano geniale stratagemma per eliminare Duke Fleed"

Ovviamente è una sorta di mix tra un "what if" e un "what the", che tradotto in italiano sarebbero un "universo alternativo" e una "parodia".

Nulla di così incredibile o geniale a parere mio, se non fosse che la sera, dopo aver postato questa prima immagine su Facebook, torno a casa dopo esser stato fuori tutto il giorno, accendo il pc, apro il browser e mi trovo un fottìo di notifiche.
Condivisioni come se piovessero, commenti a centinaia in diverse pagine di appassionati del genere.
Ho fatto breccia.
Molto timidamente, ringrazio chi posso e creo quest'altra:





stavolta il titolo è :

"Gli spietati Mikenes, assieme ai malvagi Yamatai, comprano il brevetto del mortale stratagemma di Vega, un notevole investimento economico che porta subito risultati eclatanti"

Continuando con la linea di demenzialità il successo in rete continua.

C'è persino chi si offende e mi augura la morte solo per aver "giocato" con i personaggi più intoccabili di sempre (manco gli avessi ucciso la famiglia)...


Sono un sadico, oltre che un idiota, quindi mi dò da fare e continuo:




il cimitero delle moto di Hiroshi Shiba...







...i difetti di progettazione delle corna di Goldrake...





il primo tentativo di lancio del Grande Boomerang di Tetsuya...





La spiegazione dell'infinita quantità di Magli Perforanti di Jeeg Robot d'Acciaio.


Ora, lasciando perdere se e quanto possano far ridere queste illustrazioni, è lampante che in realtà io non le faccia volutamente umoristiche, anzi, il mio tentativo è assolutamente quello di riprendere il più fedelmente possibile i personaggi originali cambiando e stravolgendo solo i presupposti dei loro singoli miti.
L'aura di invincibilità, la loro perfezione vengono dissipate dal mio cinismo che si contrappone all'ingenuità con cui ai tempi furono dati in pasto al pubblico televisivo di tutto il mondo civilizzato.

Ma c'è di più, almeno nelle mie intenzioni.
l'idea di fare incazzare una intera generazione di fans mi stuzzica ancora di più, perchè la ritengo una generazione morta.
Gente figlia dell'ultimo "Boom" economico, che è cresciuta nel disimpegno degli anni 80, maturata nel trash più sconsolante degli evanescenti 90, che si è fatta trascinare nel vortice della tecnologia straripante dei 2000, lasciata al proprio triste destino dalla crisi abbattutasi dal 2008 in poi.
Una generazione che aveva creduto alle promesse di benessere, di vita spensierata, di consumismo e ora si trova a fare i conti con la sopravvivenza,  che si è imbruttita senza sapere reagire, che non ha costruito nulla e che con l'indifferenza e l'apatìa sta contribuendo al degrado progressivo del mondo in cui viviamo.
Una generazione fatta per lo più di persone che si indignano più per un Actarus morto che non per una strage di bambini siriani o per non avere nè lavoro nè chance di farsi un futuro (o peggio, vivere degnamente il presente)

Ecco io uccido gli eroi dalla scintillante e gargantuesca armatura ( e non solo, presto farò di peggio), perchè loro sono l'ultimo baluardo di difesa di una generazione che se ne fa scudo (l'unico) per dire con arroganza inutile "siamo i migliori"e fare i bulli con chi è venuto dopo.
Lo hanno fatto i nostri nonni usando (loro malgrado e a ragion veduta) la scusa della guerra verso i nostri genitori.
Lo hanno fatto i sessantottini con noi.
Noi lo facciamo epitetando "Bimbiminkia" i nostri figli.
Tipico di chi non comprende (non vuole) che ogni generazione è un prodotto della precedente.

Io uccido.
Come uno zombie, esattamente.


In fede

Claudio Claps Iemmola










































giovedì 14 luglio 2016

Addio Robotics?



Da un po' di tempo mi sono accorto che tutte le volte che posto immagini o notizie sulla pagina ufficiale di Robotics di Facebook non ottengo il riscontro che vorrei...
Invece, se condivido lo stesso contenuto sulla home del mio profilo personale posso raggiungere più persone, con tanto di commenti, svariati likes e in generale direi che interagire da lì con gli altri è più facile.
Dunque mi è balenata in mente la "malsana" idea di chiudere la pagina e far tutto dal mio profilo.
D'altronde non è che abbia uno sfacelo di preferenze, ad oggi la pagina raggiunge i 1072 likes, ma nessuno di questi in genere corrisponde a qualcuno che segue realmente gli aggiornamenti ( a malapena sono una ventina di persone)...

In più considero che da diversi mesi ho cominciato a stare sul social in maniera più cauta e produttiva, eliminando alcuni argomenti (politica, lamentele da indignazione, sport... polemiche etc ) e riducendo ad una media di 2 post giornalieri (a determinati orari) in cui per lo più pubblico disegni o semplici "ritagli" di vita quotidiana da fumettista (o quasi).





Eliminare la pagina leverebbe una responsabilità (leggera, per carità) dalle mie spalle e mi permetterebbe di far identificare una volta per tutte Robotics con la mia persona...
D'altronde non interessa quasi a nessuno portare visitatori alla pagina, nè ai miei adds, nè (figuriamoci) a Shockdom stessa (la casa editrice del mio fumetto) e io stesso non ho mai avuto l'abitudine di mandare inviti  a mettere il "like"... ammesso serva a qualcosa.

Ovviamente non ho ancora preso una decisione definitiva, un po' mi spiace ad essere sincero, ma tant'è che non c'è un modo alternativo o la possibilità di sperimentare una soluzione "ibrida".

E' altrettanto ovvio che accetterò consigli e ascolterò tutte le opinioni in merito...

lunedì 9 maggio 2016

Finalmente! Robotics Volume 2



Eh si!
Ce l'ho fatta!
Alla fine è arrivato il momento di pubblicare il tanto agognato Volume 2 di Robotics!
L'accordo con L'editore era già stato preso più di un anno fa, ma le vicissitudini degli ultimi 8 mesi mi hanno rallentato non poco.
Sono pervaso da una sensazione di liberazione, perchè sì, io amo il mio progetto, i personaggi le storie, però tirandola così tanto per le lunghe stavo vivendo il tutto come un'ossessione, come una malattia dalla quale non si guarisce mai e che peggiora di giorno in giorno.

Poi ci sono anche le cause esterne sulle quali meglio stendere un velo pietoso.

Robotics Volume 2 è stato un parto sofferto, come mai mi era capitato finora.
Inizialmente mi era stato proposto di farne un trimestrale da edicola e, sebbene l'idea fosse eccitantissima, l' ho dovuta scartare/ far cestinare in quanto conscio delle mie tempistiche e non solo.
Non è un'idea saggia, di questi tempi, buttar fuori un prodotto con pochi estimatori ( di nicchia, alla fin fine ) e sperare che venda come un Bonelli.

Volume da fumetteria va bene, anzi, va benissimo.

Voliamo bassi, ma voliamo, schivando i radar e centrando l'obiettivo.

Robottics 2 avrà 112 pagine.
Inizialmente avevo previsto un 96, giusto per rimanere sullo stesso prezzo del primo, ma le politiche dell'editore in tal senso sono cambiate ( giustamente direi, per restare competitivo nel suo segmento di mercato) per cui amen, 112.
4 storie.
Una di 62 pagine, è la continuazione delle avventure di Dreamer, Neil 8-m e Kat, già iniziate nel primo libro.
Le altre sono delle chicche, se date retta al mio giudizio personale:

"Le Origini del Male", che in molti, nella sua precedente pubblicazione su Yang, non avevano letto perchè non interessati alla raccolta di autori vari, che ho riscritto e riadattato per il formato 17x24 B/N facendo un lavoraccio di retinatura sui disegni ( splendidi ) di Giacomo Pilato.

"Verso Casa", un breve verticalismo in collaborazione col bravissimo ( e sottovalutato) Lazzaro Losurdo, che meritava davvero la pubblicazione su cartaceo, perchè, seppur staccata dalla continuity di Robotics, rappresenta appieno la mia idea di narrazione "robotica"...
leggendola capirete.

"Spezzare il Pane" invece è un piccolo capolavoro.
Francesco Polizzo (Paul Izzo) ha colto una mia idea su un personaggio fondamentale di Robotics e l'ha trasformata, grazie al suo talento narrativo, in una storia eccezionale.
Se poi mettiamo che alle matite c'è un'immenso Sudario Brando ( anche la copertina è sua), capirete che non potevo escluderla dal Volume 2.

La prefazione è del grandissimo Massimo Perissinotto, mentre all'interno troverete una lettura critica di Giovanni De Matteo.

E poi gli omaggi...
Che bellezza di gallery!
Che artisti ( e professionisti) incredibili!
Li cito tutti in ordine sparso:
Dall'Oglio, Troiano, Borroni, Piacenti, Calia, Fubi Guida, Alya Patanè, Porcu, Del Prete, Perissinotto, Sponchiado, Gerbino, Nonnato.
La splendida quarta di copertina di Giacomo Porcelli!
Sono contento.

Speriamo vada bene, più del precedente ( tiratura ormai quasi esaurita)...

Adesso però sotto col prossimo libro, altro genere, altro obiettivo.
Dopo tornerà il tempo per Robotics, Volume 3 e vedremo cosa succederà!

Ma c'è ancora tanta strada da fare, tanto da scrivere e tanto da disegnare.

Maledetti, bellissimi robot, quanto vi amo!

Lunga vita e prosperità

Claps  Iemmola

domenica 1 marzo 2015

Sissignori, l'ho visto due volte: Automata. Anzi no, Robotics!



Appena 48 ore fa ho deciso di vedere Automata, un film di fantascienza del 2014 e uscito nelle sale italiane proprio in questi giorni.
Diretto da Gabe Ibáñez, con un tenebrosissimo, nostalgico e tormentato Antonio Banderas (attore che personalmente adoro in particolar modo da sempre ) e, tra gli altri, Dylan McDermott,  Melanie Griffith (irriconoscibile, credetemi) , Birgitte Hjort Sørensen, Robert Forster.

Detto in sintesi, fin da subito mi è sembrato di star davanti ad un nuovo Blade Runner, più leggero e in salsa spagnola.
Ne sono rimasto piacevolmente colpito.
Ma diciamola tutta.
Sono i robot che me lo fanno piacere.
Molto volgarmente e senza troppi giri di parole, il motivo è quello.
Si, perchè a me potete far vedere di tutto, persino l'horror (ancora mi spaventa, si si), ma anche le telenovele brasiliane più dozzinali, però se ci sono i robot io resto incollato davanti lo schermo e per me diventa la visione più bella del mondo, anche se gli attori dicono "merda" o "culo"per 90 minuti.

E' il mio punto debole.
Non sto qui, oggi, ad indagare o approfondire i motivi psicologici di questa mia ossessione, però è grazie ad essa che al momento il mio principale impegno fumettistico è giusto appunto incentrato sui robot e sulla stessa fantascienza distopica e apocalittica narrata in Automata.
Ovviamente parlo di Robotics, e , ovviamente, sto accostando la mia creatura al film con Banderas.

Le similitudini sono tantissime e non mi riferisco solamente alla presenza dei droidi, sarebbe oltremodo superficiale e banale.





Partiamo dalle atmosfere, quindi anche dai presupposti della storia.
Il plot, senza svelare o anticipare nulla più di ciò che si vede nel trailer o nelle tante immagini diffuse in rete, è identico in maniera disarmante.
Radiazioni, devastazione, deserti, mari scomparsi e umanità in estinzione, insomma una dilagante disperazione che però, per quanto possibile, non ha veramente impedito alla società organizzata di sopravvivere.

Come anche in Mad Max o Hokuto No Ken che dir si voglia ( ma anche in Matrix, L'esercito delle 12 scimmie/col virus e in tanti altri racconti di genere), sono presenti gli stessi presupposti.

Altra similitudine con Robotics è la volontà della razza umana di rivolgersi all'idea "automa" per risolvere un problema.
Poi, c'è il successivo fallimento di tale azione e le conseguenze che esso porta che muovono la drammaturgia principale.
Se non fosse per la presenza degli umani, direi proprio che han fatto il film di Robotics.

Non sto affatto dicendo che c'è un plagio, attenzione, sarei un cretino presuntuoso a farlo, chiarisco fin da subito questo concetto prima che qualcuno incorra in un equivoco.

Infatti, mentre io (insieme a Francesco Polizzo e Giacomo Pilato) lavoravo alla stesura della storia e poi alla realizzazione delle tavole del primo volume di Robotics, nessuno sapeva dell'esistenza di questo piccolo gioiellino del cinema di fantascienza, così come regista, autori e attori di Automata non potevano sapere della nostra (Robotics non era ancora stato pubblicato).
Ciò sta a significare che nessuno ha inventato nulla e nessuno ha copiato nessuno.

Come sono arrivato io alle conclusioni narrative di Robotics sono arrivati anche gli autori di Automata e, come noi, qualcun altro c'è arrivato prima (come mi faceva notare il sempre attento e preparato Massimo Perissinotto in un post su facebook di qualche mese fa citandomi "La leggenda dei robot" di William Voltz ) e vi arriverà di certo in futuro qualcun altro...



No, non è di plagio che voglio parlare, ma di mera soddisfazione personale...
Sarò strano io, evidentemente, perchè per me vedere Automata, con tutte le somiglianze con il mio Robotics è motivo di vanto e vuol dire che son stato bravo, abbastanza da poter anche sognare in grande ma senza strafare.
Vuol anche dire che una fetta di mercato interessata a quel che faccio c'è, persino al cinema, che poi è dove mi piacerebbe arrivare, un giorno.

Tornando al film spagnolo, come dicevo, gli elementi comuni ci son tutti.
Troppi a dire il vero, ed è quasi imbarazzante.
Persino certi concetti espressi in alcune frasi, anzi, in un paio di casi troviamo frasi assolutamente identiche (se ne accorgerà chi ha letto Robotics)...
Inoltre risultano simili sia la tecnologia con cui vengono giustificati i robot (nota per chi scrive recensioni, si dice ROBOT al plurale e non ROBOTS, signori saccentoni del pupparuolo) che la loro presunta coscienza, o le batterie nucleari (in Robotics chiamati Core), anche la problematica del vivere o sopravvivere, dell'evoluzione, dei sentimenti e chi più ne ha più ne metta.



Il ritmo è lento all'inizio e velocizzato solo quando serve...
Il trattamento stilistico è senza CG in Automata (son tutti animatronics, tranne uno, vediamo chi indovina), così come senza troppa spettacolarizzazione delle immagini (inutile) in Robotics e il design dei mecha (con solo 3 o 4 caratterizzazioni, molto retrò e semplici) è essenziale e richiama tantissimo lo stile vintage di Dreamer & company...



Insomma, non so se si comprende, ma mi sono innamorato.

E' uno stimolo forte per me, il classico vento in poppa che fa andare avanti e mi fa sognare ancora, spingendomi a continuare a narrare quel mondo fantastico che ho in testa.

Che dire, andate a vederlo se potete.
Non è Blade Runner, ma ci va vicino.
Peccato che lo abbiano datato dandogli una collocazione temporale.
2044.
io non lo avrei mai fatto.

meglio io.

Lunga vita e prosperità (e ricordiamo l'amato Leonard Nimoy, scomparso l'altro ieri)...




In fede
Claps iemmola



venerdì 19 settembre 2014

Robotics...secondo appuntamento


                  

Strano periodo
Vita monotona, abbastanza tipica quando si disegna tavole a fumetti dalla mattina presto fino a notte inoltrata.

Stavolta non sto facendo tutto da solo
C'è Jack, Giacomo Pilato che fianco a fianco a me sta davvero superando sè stesso.
'Sto ragazzo farà strada, gli manca poco per acquisire grandi sicurezze e grandi risultati.
Mi spiace soltanto averlo chiuso nell'angolo della fantascienza, mentre so benissimo che la sua passione più grande è il fantasy puro.

Io invece, in quei pochi sprazzi di scene non dominate dai robot sto scoprendo anche altre capacità e trucchetti del mestiere...anche se resto sempre un pasticcione senza ritegno.


Appena avrò finito questo spin off di Robotics, Le Origini del Male, mi metterò alla prova...

Avrei tante cose da scrivere, ma al momento forse meglio continuare a lavorare chino sulla mia Cintiq.

Ah, a proposito, tra qualche settimana avrò una tavoletta nuova di zecca, ben più grande e adatta...
appena l'avrò tra le mani farò un bel post utile a chi vuole avvicinarsi a questo incredibile ed utilissimo (seppur costoso) strumento di lavoro.

in fede
Claps

sabato 28 giugno 2014

Robotics: prime timide soddisfazioni...




"Ogni scarrafone è bello 'a mamma soia",
si sà, è un detto napoletano ma vale ovunque e in ogni tempo, per gli autori di fumetto quindi è perfetto più di ogni altra definizione.
Sono di parte, mi pare logico, per me Robotics è la storia più bella del mondo, è la mia, la porto avanti, mi ossessiona e non avrò pace finchè non avrò messo la parola fine.
Alle volte mi sento proprio come uno dei miei personaggi, o meglio, sarebbe più giusto dire che in ognuno di essi c'è un pezzo di me, sia che soffrano sia che si innalzino vittoriosi...




Purtroppo però sono un gran bel pignolo, specie quando si tratta di un mio lavoro, una pignoleria che va ben oltre l'obiettività, una caratteristica che in fondo mi ha rallentato negli anni, ha permesso di presentarmi sul mercato che conta con una qualità almeno accettabile, ma mi ha stroncato tanto, in passato.

Eppure dovrei essere contento.
Finora ho notato che il 98% dei commenti su Robotics è positivo, il restante 2% è fatto di critiche molto costruttive, mai negative o gratuitamente cattive, nessuna di esse riguarda il disegno o la storia ma soltanto aspetti prettamente tecnici, quali il lettering o la lunghezza delle storie o robe del genere.




Mi ripeto, dovrei essere contento, eppure qualcosa dentro di me dice che non posso accontentarmi, che devo spingere l'acceleratore, superarmi e dare di più.
Forse è il momento giusto per il salto di qualità che ho sempre desiderato fare, per diventare l'autore che ho voluto essere fin da quando, oltre venti anni fa (24) ho intrapreso la "via" del fumetto.

Robotics piace.
Così sembra...
Chi lo ha letto ne vuole ancora.
Lo trovano gustoso, esaltante, leggero ma malinconico nel messaggio.
Esattamente ciò che volevo.

No, non è vero.

Lo volevo tenebroso, irriducibile nella sua posizione critica nei confronti della società moderna, lo volevo scontroso verso le abitudini quotidiane, trasversale e tagliente sui luoghi comuni, cattivo sulla natura degli uomini.
Volevo una storia brutale, anche se scintillante di metallo contrapposto alla debole carne.

mi rifarò.
Ma si parte col piede giusto.




Mi spiace solo che le vendite al momento non siano soddisfacenti, ma anche in questo caso son troppo duro con me stesso, in fondo è uscito da poco più di 3 settimane, è ancora presto per pretendere una breccia nel mercato e un piccolo zoccolo duro di affezionati lo vedo crescere di giorno in giorno, alle volte con lentezza, altre con ondate di entusiasmo e partecipazione.

Ieri presentazione da Games Academy Palermo.
L'atmosfera della fumetteria di Vicè Tura è coinvolgente, è familiare, mi piace e stimola a fare meglio.
Ufficiosamente sarà la nostra bat-caverna, la centrale operativa da cui partire alla conquista del mondo.
Vicè sei avvertito.

Giacomo Pilato, ottimo disegnatore, è una risorsa incredibile, un buon amico e un supporto per me vitale.
Ottimo partner di lavoro, sembriamo sincronizzati in tutto pur restando diversissimi...




Fabio Capizzi, anch'egli presente, con consorte battagliera, che ringrazio, ha filmato l'incontro, presto avremo il video integrale su Palermo Fumetto ( il link qui seguitelo!), mi piacerebbe fosse la nostra voce ufficiale oltre Shockdom...
ci organizzeremo di certo.

attenzione, non è stato un evento con una folla immensa ed adorante, in tutto forse una ventina o poco più di persone, ma come si suol dire, pochi ma buoni.
tanta partecipazione, tante domande, qualche risata e anche molti temi affrontati con serietà e atteggiamento pragmatico, senza divismo ed ipocrisia.

menzione speciale numero 1:
Marco Consales, mio vecchio amico da quando ancora i power rangers in italia non li trasmettevano, è stato bellissimo rivederlo, lui mi conosce da sempre come disegnatore, il suo entusiasmo dà una carica incredibile, il suo affetto riscalda e mi fa sentire meno solo, anche se non ci si vede mai.
il tempo è stato più clemente con lui che con me, dal suo aspetto non sembra essere trascorso nemmeno un giorno, patto col diavolo di certo.
dimmi dove devo fimare.




menzione speciale numero 2:
Angelo la Rosa, conosciuto sul gruppo Facebook "I fumetti sono una cosa seria" ( qui ), ottimo disegnatore, tra l'altro, è stato piacevole e inaspettato conoscerlo, grazie a lui l'incontro ha preso una piega molto interessante, i suoi interventi coinvolgenti e precisi.

menzione speciale numero 3:
Fabio Butera con famigliola in procinto di allargarsi.
il mio grazie per la presenza e i miei più sentiti auguri per il pancione di Daniela.
La prossima volta cercherò di fornire sia lui che suo figlio della maglietta ufficiale di Robotics, mi sto attrezzando.

Il mio sogno per una prossima presentazione?
avere anche Francesco polizzo e Christian G. Marra.



 

Per il momento è tutto.

Signor Crusher, curvatura 5.... attivare!.