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sabato 19 novembre 2016

"Partita finisce quando arbitro fischia"


Parafrasando il grande Boskov, mi sento di poter affermare che Robotics non muore qui.
Non sarà la decisione di Shockdom di interrompere le pubblicazioni a porre fine al progetto.

Come già ho laconicamente anticipato ieri, Robotics non rientra più nei loro piani editoriali.

L'amarezza ovviamente ha riempito la giornata di ieri, poi però due risate con gli amici, qualche bicchiere di vino e un po' di sonno hanno permesso ad altri sentimenti di entrare in ballo già da stamattina.

Chiarisco un concetto di cui sono assolutamente consapevole: la storia del fumetto è costellata di esempi di progetti, più o meno validi, che nascono e muoiono senza vedere un compimento.
Robotics non sarebbe nè il primo nè l'ultimo caso.


Posso garantire però che è una storia molto personale sulla quale non ho ancora apposto il sigillo finale.

Robotics continuerà, non so ancora come e con chi, ma continuerà.
La situazione evolve di giorno in giorno e io stesso ancora non ho consultato tutti quanti i colleghi e amici che mi hanno affiancato sostenendo il progetto fin dal 2012.

Approfitto di questo post anche per ringraziarli ancora una volta e citarli tutti quanti in ordine di apparizione:
Francesco Polizzo e Giacomo Pilato, prima di tutti quanti...
Christian Marra e Gaetano Matruglio, Lazzaro Losurdo, Paola Del Prete, Alfredo Boschini, Giacomo Porcelli, Sudario Brando, Massimo Perissinotto, Giovanni De Matteo.

Un grazie anche a Roberto Recchioni che fu il primo a vedere le tavole di Robotics e a incoraggiarmi a mostrarle a qualche editore di belle intenzioni.
Un debito artistico, che spero un giorno di poter colmare,  l'ho invece con Massimo Dall'Oglio, che con i suoi consigli, la sua amicizia "a distanza" e l'ispirazione che mi hanno sempre fornito i suoi disegni, ha rappresentato per me un esempio di professionalità a cui guardare per migliorare sempre, pur consapevole dei miei molteplici limiti tecnici.



A coloro che ancora si chiedono come mai si sia conclusa la collaborazione con Shockdom rispondo soltanto brevemente che non c'erano più i presupposti di stima personale tra me e l'editore.
Di conseguenza tutto il resto è andato crollando come un castello di carte.
Sono cose che possono capitare perchè prima ancora che professionisti, siamo esseri umani.
Utilizzando la metafora del matrimonio, quando una coppia si scinde la colpa è da dividere in parti uguali, anche se le apparenze possono non dimostrarlo chiaramente.
Faccio il mea culpa, conscio dei miei difetti.
Questa è la mia parte, dando il massimo impegno, anche in questo caso, per migliorarmi.
Ringrazio comunque Shockdom per l'occasione data, non è stato poco.

Non dirò altro in merito, preferisco così e va tutto bene.
Ho numerose frecce al mio arco e mentre voi leggete sono già proiettato con mente, cuore e mano verso il prossimo bersaglio.

Un sentitissimo grazie personale inoltre va a tutti coloro i quali hanno finora dato fiducia a noi autori comprando i due volumi di Robotics già pubblicati e speso sempre bellissime parole di elogio per la storia.
A voi, che avete dimostrato tanta affezione ai personaggi e alle loro vicende, chiedo solo di tenere libero ancora un po' di spazio sugli scaffali perchè Dreamer, Kat e Neil hanno ancora tante avventure da vivere e tanti ostacoli da affrontare, come a tutti noi d'altronde accade
ogni giorno nella vita reale.

Vi voglio bene

Lunga vita e prosperità

Claudio "Claps" Iemmola

sabato 27 agosto 2016

Diamo una mano



La copertina di Eon #09, del 2006 è uno dei lavori di cui, anche a distanza di anni, sono più orgoglioso.
Tecnicamente mi ha sempre soddisfatto.
Dal punto strettamente affettivo rappresenta il mio ritorno al disegno dopo 6 anni di stop forzato.
Realizzata con ecoline, acrilici e china, fu persino menzionata in un numero di Scuola di Fumetto della Coniglio editore.

La metto all'asta (leggasi "vendo") per contribuire, nel mio piccolo (molto piccolo), e dare una mano ai terremotati.
Una goccia nel mare, lo so, ma personalmente non me la sento di restare con le mani in mano.
Non sono un fumettista bravo e nemmeno famoso, ma voglio provarci.
Non avrei voluto fare un post, nè tantomeno sbandierarlo pubblicamente, ma dato che su FB e su blogspot ho il contatto diretto con la maggior parte dei miei conoscenti e amici, ho pensato fosse il modo migliore per diffondere la cosa.
Chiunque fosse interessato mi contatti in privato.
Grazie a tutti

sabato 30 luglio 2016

Opinioni? No grazie!


Prendo spunto da un post di Massimo Perissinotto che da ieri sta scatenando un autentico inferno tra disegnatori/sostenitori di manga italiani, sfociando, come al solito, nella consueta gogna mediatica nella quale l'imputato non è nemmeno coinvolto e la campana è una e una sola.
Massimo chiede, in maniera asettica ma lievemente polemica, di aver nominati autentici "Mangaka" italiani che non siano quelli da lui citati.
Lì per lì si scatena una gara a postare link a pagine di autori e aspiranti tali, ad ogni citazione Massimo risponde secco e perentorio, giusto per non dilungarsi in spiegazioni fiume.
Io lo conosco da anni, il suo stile di esposizione degli argomenti è coerente e sintetico.
Duro, secco, cinico, tagliente come un diamante grezzo.
Scomodo, spesso difficile da digerire come una cucchiaiata di sabbia, ma sempre sincero e consapevole.
Dopo aver letto nel tempo centinaia di post autoreferenziali, recensioni e commenti tutti tesi a decantare meriti e capacità varie di questo o quell'autore, ogni tanto può starci qualcuno fuori dal coro, qualcuno che abbia le idee chiare su ciò che cerca nel fumetto e lo espone senza ipocrisia.
Dal post di Perissi arrivano stilettate che non sono gradite ai più.
Ma la cosa che più mi lascia attonito è che nell'immediato il dissenso non arriva dagli autori citati, ma principalmente da chi li cita.
Da qui in poi è, come già anticipato, gogna mediatica per Massimo.

Ci si offende (in apparenza) per il modo "sgarbato" di esprimere le opinioni dell'autore trevigiano ( Frigidaire, tra le altre cose, ma lasciamo perdere il suo curriculum ) e nulla più di questo.
Addirittura qualcuno, in tutta risposta, esibisce le tavole a fumetti dello stesso Massimo deridendone lo stile non commerciale (come se la capacità tecnica o lo stile consentano o meno ad una persona di esprimere opinioni )...
C'è anche chi esordisce col "chi cazzo saresti tu" che non commento.
Spunta persino l'autrice presuntuosissima stoppata al suo esordio per un grossissimo editore nostrano per eccesso di canne e mancate consegne, una che parla tanto, da sempre, ma ancora pochissimi di noi (parliamo di misere decine) hanno avuto il piacere di avere sui lavori nella libreria...
Infine, il "colpo di grazia" arriva dal solito genio (genia) che paragona delitti quali omicidio, stupro et similia alle opinioni espresse, l'unica tra l'altro che usa un linguaggio realmente offensivo con parolacce e cazzi vari.

Ora, non sto qui a discutere su chi sia bravo o meno tra gli autori citati nel post (per me lo sono tutti e concordo con Massimo che son rari quelli definibili Mangaka e per giunta originali) ma mi soffermo su un aspetto che sui social network è purtroppo presente in misura eccessiva: Il Branco e la demolizione di gruppo di chi non è d'accordo.

Quando io leggo queste cose penso subito a loro:



Bullismo puro nascosto in un atteggiamento che proprio non comprendo ( e qualche volta purtroppo ci son cascato anche io, lo ammetto) ....
Ma lasciando perdere senza buttarla in caciara pseudopolitica, mi chiedo se questi autori e i loro avvocati difensori si sentano mai offesi quando, nonostante la bravura "universalmente" riconosciuta, mendicano (vengono costretti a mendicare) contratti di edizione con anticipi ridicoli e percentuali di vendita da fame.
No dico, non è che tutti lavoriamo per Bonelli o per la Marvel...?
Si sentono mica offesi quando le recensioni dei loro lavori arrivano da siti PAGATI (o di proprietà) dalle stesse case editrici?
Si sentono mica offesi quando sanno che, nonostante il loro sbattimento quotidiano, pochissimi tra loro sono realmente distinguibili dalla massa e se interpellate i loro fans del momento e chiedete loro il titolo di un manga preferito risponderanno sempre e solo citando un'opera giapponese?

Si sentono mica offesi quando nelle loro bacheche la maggior parte degli apprezzamenti partono sempre con un "assomigli a" "mi ricordi..." e segue sempre il nome di un altro autore x.

Noi italiani siamo indietro, indietrissimo.
Culturalmente.
O semplicemente in educazione mancata.
Potrebbe anche essere, come qualcuno si infiamma ad affermare, che il fumetto nostrano viva un momento felice, per incassi forse, perchè è un dato dovuto alla quantità, non certo per la qualità della maggior parte delle opere in circolazione...
In una cosa di certo siamo più avanti di tanti altri: L'ipocrisia.
Ma se il livello di onestà intellettuale dei nostri autori è quello che quotidianamente viene palesato sul web, c'è da pregare, però sul serio.
Molti di loro sono persone peggiori delle loro opere...
Tutto il marketing del mondo non sarà in grado di nascondere questa triste realtà.

Heil, fumettisti!




giovedì 14 luglio 2016

Addio Robotics?



Da un po' di tempo mi sono accorto che tutte le volte che posto immagini o notizie sulla pagina ufficiale di Robotics di Facebook non ottengo il riscontro che vorrei...
Invece, se condivido lo stesso contenuto sulla home del mio profilo personale posso raggiungere più persone, con tanto di commenti, svariati likes e in generale direi che interagire da lì con gli altri è più facile.
Dunque mi è balenata in mente la "malsana" idea di chiudere la pagina e far tutto dal mio profilo.
D'altronde non è che abbia uno sfacelo di preferenze, ad oggi la pagina raggiunge i 1072 likes, ma nessuno di questi in genere corrisponde a qualcuno che segue realmente gli aggiornamenti ( a malapena sono una ventina di persone)...

In più considero che da diversi mesi ho cominciato a stare sul social in maniera più cauta e produttiva, eliminando alcuni argomenti (politica, lamentele da indignazione, sport... polemiche etc ) e riducendo ad una media di 2 post giornalieri (a determinati orari) in cui per lo più pubblico disegni o semplici "ritagli" di vita quotidiana da fumettista (o quasi).





Eliminare la pagina leverebbe una responsabilità (leggera, per carità) dalle mie spalle e mi permetterebbe di far identificare una volta per tutte Robotics con la mia persona...
D'altronde non interessa quasi a nessuno portare visitatori alla pagina, nè ai miei adds, nè (figuriamoci) a Shockdom stessa (la casa editrice del mio fumetto) e io stesso non ho mai avuto l'abitudine di mandare inviti  a mettere il "like"... ammesso serva a qualcosa.

Ovviamente non ho ancora preso una decisione definitiva, un po' mi spiace ad essere sincero, ma tant'è che non c'è un modo alternativo o la possibilità di sperimentare una soluzione "ibrida".

E' altrettanto ovvio che accetterò consigli e ascolterò tutte le opinioni in merito...

lunedì 9 maggio 2016

Finalmente! Robotics Volume 2



Eh si!
Ce l'ho fatta!
Alla fine è arrivato il momento di pubblicare il tanto agognato Volume 2 di Robotics!
L'accordo con L'editore era già stato preso più di un anno fa, ma le vicissitudini degli ultimi 8 mesi mi hanno rallentato non poco.
Sono pervaso da una sensazione di liberazione, perchè sì, io amo il mio progetto, i personaggi le storie, però tirandola così tanto per le lunghe stavo vivendo il tutto come un'ossessione, come una malattia dalla quale non si guarisce mai e che peggiora di giorno in giorno.

Poi ci sono anche le cause esterne sulle quali meglio stendere un velo pietoso.

Robotics Volume 2 è stato un parto sofferto, come mai mi era capitato finora.
Inizialmente mi era stato proposto di farne un trimestrale da edicola e, sebbene l'idea fosse eccitantissima, l' ho dovuta scartare/ far cestinare in quanto conscio delle mie tempistiche e non solo.
Non è un'idea saggia, di questi tempi, buttar fuori un prodotto con pochi estimatori ( di nicchia, alla fin fine ) e sperare che venda come un Bonelli.

Volume da fumetteria va bene, anzi, va benissimo.

Voliamo bassi, ma voliamo, schivando i radar e centrando l'obiettivo.

Robottics 2 avrà 112 pagine.
Inizialmente avevo previsto un 96, giusto per rimanere sullo stesso prezzo del primo, ma le politiche dell'editore in tal senso sono cambiate ( giustamente direi, per restare competitivo nel suo segmento di mercato) per cui amen, 112.
4 storie.
Una di 62 pagine, è la continuazione delle avventure di Dreamer, Neil 8-m e Kat, già iniziate nel primo libro.
Le altre sono delle chicche, se date retta al mio giudizio personale:

"Le Origini del Male", che in molti, nella sua precedente pubblicazione su Yang, non avevano letto perchè non interessati alla raccolta di autori vari, che ho riscritto e riadattato per il formato 17x24 B/N facendo un lavoraccio di retinatura sui disegni ( splendidi ) di Giacomo Pilato.

"Verso Casa", un breve verticalismo in collaborazione col bravissimo ( e sottovalutato) Lazzaro Losurdo, che meritava davvero la pubblicazione su cartaceo, perchè, seppur staccata dalla continuity di Robotics, rappresenta appieno la mia idea di narrazione "robotica"...
leggendola capirete.

"Spezzare il Pane" invece è un piccolo capolavoro.
Francesco Polizzo (Paul Izzo) ha colto una mia idea su un personaggio fondamentale di Robotics e l'ha trasformata, grazie al suo talento narrativo, in una storia eccezionale.
Se poi mettiamo che alle matite c'è un'immenso Sudario Brando ( anche la copertina è sua), capirete che non potevo escluderla dal Volume 2.

La prefazione è del grandissimo Massimo Perissinotto, mentre all'interno troverete una lettura critica di Giovanni De Matteo.

E poi gli omaggi...
Che bellezza di gallery!
Che artisti ( e professionisti) incredibili!
Li cito tutti in ordine sparso:
Dall'Oglio, Troiano, Borroni, Piacenti, Calia, Fubi Guida, Alya Patanè, Porcu, Del Prete, Perissinotto, Sponchiado, Gerbino, Nonnato.
La splendida quarta di copertina di Giacomo Porcelli!
Sono contento.

Speriamo vada bene, più del precedente ( tiratura ormai quasi esaurita)...

Adesso però sotto col prossimo libro, altro genere, altro obiettivo.
Dopo tornerà il tempo per Robotics, Volume 3 e vedremo cosa succederà!

Ma c'è ancora tanta strada da fare, tanto da scrivere e tanto da disegnare.

Maledetti, bellissimi robot, quanto vi amo!

Lunga vita e prosperità

Claps  Iemmola

martedì 5 maggio 2015

Il "mio" Comicon



Un altro breve capitolo della mia vita da eterno aspirante fumettista si è chiuso.
Parlo del Comicon di Napoli, fiera di cui avevo sempre sentito parlare (bene) e alla quale non avevo mai partecipato, sia in veste di autore che di semplice visitatore.

Una bella esperienza, alla fine della quale, tirando le somme, non sono rimasto deluso.
Ma come dico sempre, sono di bocca buona, basta poco per accontentarmi, anche se i pochi "nei" che ho notato, obiettivamente sono grosse e terribili storture di un sistema organizzativo che da qualche altra parte d'italia nemmeno sono ipotizzabili.

A cosa mi riferisco?
Semplice, alla faccenda dei biglietti d'ingresso.

Lo dico qui e me ne assumo tutta la responsabilità.
Alle 11 circa del mattino di OGNI giorno del Comicon, puntualmente i tagliandi per entrare alla manifestazione risultano esauriti e l'unica maniera per acquistarli è rivolgersi ad uno dei tanti bagarini ( cioè venditori abusivi, per chi non lo sapesse ) disseminati nella piazza davanti la Mostra D'Oltremare, che ovviamente non li cedono per il prezzo corretto, ma con un ricarico di almeno 15, o anche 30 euro in più (totale dai 25 euro fino ai 40).
Sottolineo, biglietti GIORNALIERI, non abbonamenti.
Si riescono a trovare SOLO i biglietti per i giorni successivi a prezzo maggiorato, ovviamente e spesso son riduzioni per ragazzi sotto i 6 anni di età (tagliandi che non vengono mai controllati all'ingresso come dovuto e tu riesci a passare con una facilità estrema).

Ora, va da sè un ragionamento logico:
Se alla biglietteria i tagliandi sono esauriti già dopo un'ora dall'apertura degli sportelli, mentre i bagarini hanno mazzette da 50, 100 biglietti in mano e se un normalissimo visitatore non può acquistarne più di due alla volta, la mia conclusione è che gli addetti alla vendita sono d'accordo con i bagarini e si spartiscono fette di introito ILLEGALE.
Chiamasi Camorra, o Mafia, se preferite, se siete siciliani (o milanesi).




Argomento perquisizioni:
é giusto, è corretto e di buon senso controllare borse e zaini di ogni visitatore, viviamo in un certo clima e posso comprenderlo.
Però non puoi sequestrare ai cosplayers (in maniera molto impari, ad alcuni si e ad altri no) armi ed accessori, quando DENTRO la fiera vi sono ben 3 stand che vendono ARMI BIANCHE vere (Katane et similia) liberamente.

Chiuso capitolo.
Quello che dovevo dire l'ho detto.



Robotics come sempre vende con la stessa forza di un vecchio motore a diesel, lento a scaldarsi e poco veloce sul lungo, ma affidabile.
Non so esattamente le cifre dei volumi venduti, ma ad occhio tra le 30 e 40 copie nei 3 giorni in cui ero presente sono sicure.
Niente male per un fumetto decisamente di nicchia, dal pubblico estremamente selezionato di cultori di fantascienza e robot, poco pubblicizzato e non legato alle meccaniche di diffusione offerte dal web odierno.
Pianificando per bene il progetto potrebbe anche andare lontano.

In tal senso, la mia chiaccherata di quasi un'ora con Lucio Staiano, boss di Shockdom è molto illuminante e produttiva per entrambi.
Io faccio ammenda delle esternazioni alle volte un po' eccessive, lui si impegna per una maggiore progettualità sui prodotti da pubblicare (incluso ovviamente Robotics), in un clima di rinnovata stima e voglia di collaborare al meglio delle possibilità di entrambi.



A proposito di prodotti Shockdom, per tutta la fiera non si fa altro che parlare (nel bene e nel male) dello Scottecs di Sio.
Io l'ho avuto accanto a disegnare per tutti i 3 giorni e posso solo dire una cosa.
Sio è un professionista IMMENSO.
Può piacere o meno, si ama o si odia, non esiste una via di mezzo e io stesso non ho mai allacciato con lui un rapporto personale che vada oltre la semplice conoscenza, però posso affermare senza paura di smentita che non ho mai visto nessun autore di fumetti reggere 400 e più fans al giorno ai quali lui dona tutto sé stesso con selfie, gags, disegni, dediche, senza mai perdere un colpo, senza mai calare di intensità, facendo sentire tutti importanti, dal bambino più piccolo all'adulto più navigato, assorbendo con calma e lucidità anche l'impatto dei sostenitori più "irruenti".
Stima suprema, soprattutto poi quando mi volto e vedo altri professionisti dell'arte sequenziale con decenni di carriera tirarsela come divi del cinema, sia con colleghi che con appassionati.

In egual misura estendo la mia ammirazione e la mia valutazione positiva a tutti gli altri ragazzi della "crew" di Shockdom, che magari non saranno maestri indiscussi del fumetto, magari non vendono tanto quanto Sio, ma sono instancabili e disegnano senza mai fermarsi, dalla mattina alla sera inchiodati sul bancone dello stand.

Albo, Dado, Fubi, Bigio, Angela Vianello, Jessica Cioffi, la new entry Fraffrog (nuova per Shockdom, ovviamente), Stefano Antonucci, Daniele Fabbri (anche loro new entry), sono tutti autori da cui chiunque può prendere esempio per la professionalità con cui portano avanti idee e progetti validissimi.

Chapeau.


Il Comicon per me è una ventata d'aria fresca, non soltanto in senso metaforico.
Da oltre un anno ero chiuso in casa, a disegnare, scrivere, riflettere, sommerso da problemi di salute e dalla volontà di isolarmi da tutto e da tutti.
Inevitabilmente stavo perdendo il contatto con la realtà, trincerato nel mio piccolo mondo con un unica finestra, Facebook, che spesso distorce la percezione del mondo e delle persone che ti circondano.

Quindi è stata la fiera degli incontri...

E' stato meraviglioso ritrovare Enzo Troiano, il suo affetto, la sua allegria, i suoi cartonati coloratissimi, un professionista vero, un uomo a cui è impossibile non voler bene... sempre con il suo "compare" Luca Presicce, indomito animale da fiera, con la sua allegra flemma e gli immancabili occhialoni...



E' stato un piacere riavvicinarmi a Fabio Celoni, conosciuto di sfuggita ai tempi della Scuola del Fumetto (taaaaanto tempo fa) e scoprirlo una persona disponibile e gioviale oltre che uno dei più dotati e potenti professionisti del fumetto in circolazione (che PK che ha disegnato, se solo aveste potuto ammirarlo da vicino come ho fatto io!!! Che mano felicissima che ha!! Poesia e controllo totali! )...
Stima incondizionata.

Poi i saluti di sfuggita, come quello ricevuto dal sempre ombroso Recchioni, o dall'"Onnipresente" Maestro Palumbo, le due chiacchere con Alessandro Bottero, il mio "socio " Francesco Polizzo,  Alessandro Di Virgilio, Laura Scarpa, Emanuele Di Giorgi in "pigiama" con consorte (Concetta Pianura) e prole, freschi freschi di matrimonio...

I primi incontri dopo una lunga conoscenza via web, con Paola Del Prete, talento immenso, bravissima e simpatica, Salvatore Pascarella (minchia che altezza guagliò!), Enrico Ruocco (breve ma intenso)...

Il mio sentito grazie ai ragazzi (di "Benhento") che hanno gestito lo stand, simpatici, disponibili e  professionali.
Hanno contribuito non poco a farci sentire tutti a nostro agio.

Ma soprattutto per me resterà la fiera della napoletanità, della strana e rara (in altre città) situazione in cui sei immerso quando vai a Napoli, dove non ti senti MAI solo, dove tutti ti parlano e ti coinvolgono in conversazioni senza nemmeno conoscerti con la stessa facilità con cui si respira.

Il mio Comicon è anche il Comicon di Rosario, uno dei miei più cari e vecchi amici di sempre.
Non aggiungo altro su di lui tranne che "te l'avevo detto"...
Lui capirà.


Ora basta, si torna a lavorare.
Arrivederci a Giugno, Catania, Etnacomics 2015.

Un mese, un mese soltanto, ma già non sto più nella pelle.

In fede,
Claudio "Claps" Iemmola

domenica 1 marzo 2015

Sissignori, l'ho visto due volte: Automata. Anzi no, Robotics!



Appena 48 ore fa ho deciso di vedere Automata, un film di fantascienza del 2014 e uscito nelle sale italiane proprio in questi giorni.
Diretto da Gabe Ibáñez, con un tenebrosissimo, nostalgico e tormentato Antonio Banderas (attore che personalmente adoro in particolar modo da sempre ) e, tra gli altri, Dylan McDermott,  Melanie Griffith (irriconoscibile, credetemi) , Birgitte Hjort Sørensen, Robert Forster.

Detto in sintesi, fin da subito mi è sembrato di star davanti ad un nuovo Blade Runner, più leggero e in salsa spagnola.
Ne sono rimasto piacevolmente colpito.
Ma diciamola tutta.
Sono i robot che me lo fanno piacere.
Molto volgarmente e senza troppi giri di parole, il motivo è quello.
Si, perchè a me potete far vedere di tutto, persino l'horror (ancora mi spaventa, si si), ma anche le telenovele brasiliane più dozzinali, però se ci sono i robot io resto incollato davanti lo schermo e per me diventa la visione più bella del mondo, anche se gli attori dicono "merda" o "culo"per 90 minuti.

E' il mio punto debole.
Non sto qui, oggi, ad indagare o approfondire i motivi psicologici di questa mia ossessione, però è grazie ad essa che al momento il mio principale impegno fumettistico è giusto appunto incentrato sui robot e sulla stessa fantascienza distopica e apocalittica narrata in Automata.
Ovviamente parlo di Robotics, e , ovviamente, sto accostando la mia creatura al film con Banderas.

Le similitudini sono tantissime e non mi riferisco solamente alla presenza dei droidi, sarebbe oltremodo superficiale e banale.





Partiamo dalle atmosfere, quindi anche dai presupposti della storia.
Il plot, senza svelare o anticipare nulla più di ciò che si vede nel trailer o nelle tante immagini diffuse in rete, è identico in maniera disarmante.
Radiazioni, devastazione, deserti, mari scomparsi e umanità in estinzione, insomma una dilagante disperazione che però, per quanto possibile, non ha veramente impedito alla società organizzata di sopravvivere.

Come anche in Mad Max o Hokuto No Ken che dir si voglia ( ma anche in Matrix, L'esercito delle 12 scimmie/col virus e in tanti altri racconti di genere), sono presenti gli stessi presupposti.

Altra similitudine con Robotics è la volontà della razza umana di rivolgersi all'idea "automa" per risolvere un problema.
Poi, c'è il successivo fallimento di tale azione e le conseguenze che esso porta che muovono la drammaturgia principale.
Se non fosse per la presenza degli umani, direi proprio che han fatto il film di Robotics.

Non sto affatto dicendo che c'è un plagio, attenzione, sarei un cretino presuntuoso a farlo, chiarisco fin da subito questo concetto prima che qualcuno incorra in un equivoco.

Infatti, mentre io (insieme a Francesco Polizzo e Giacomo Pilato) lavoravo alla stesura della storia e poi alla realizzazione delle tavole del primo volume di Robotics, nessuno sapeva dell'esistenza di questo piccolo gioiellino del cinema di fantascienza, così come regista, autori e attori di Automata non potevano sapere della nostra (Robotics non era ancora stato pubblicato).
Ciò sta a significare che nessuno ha inventato nulla e nessuno ha copiato nessuno.

Come sono arrivato io alle conclusioni narrative di Robotics sono arrivati anche gli autori di Automata e, come noi, qualcun altro c'è arrivato prima (come mi faceva notare il sempre attento e preparato Massimo Perissinotto in un post su facebook di qualche mese fa citandomi "La leggenda dei robot" di William Voltz ) e vi arriverà di certo in futuro qualcun altro...



No, non è di plagio che voglio parlare, ma di mera soddisfazione personale...
Sarò strano io, evidentemente, perchè per me vedere Automata, con tutte le somiglianze con il mio Robotics è motivo di vanto e vuol dire che son stato bravo, abbastanza da poter anche sognare in grande ma senza strafare.
Vuol anche dire che una fetta di mercato interessata a quel che faccio c'è, persino al cinema, che poi è dove mi piacerebbe arrivare, un giorno.

Tornando al film spagnolo, come dicevo, gli elementi comuni ci son tutti.
Troppi a dire il vero, ed è quasi imbarazzante.
Persino certi concetti espressi in alcune frasi, anzi, in un paio di casi troviamo frasi assolutamente identiche (se ne accorgerà chi ha letto Robotics)...
Inoltre risultano simili sia la tecnologia con cui vengono giustificati i robot (nota per chi scrive recensioni, si dice ROBOT al plurale e non ROBOTS, signori saccentoni del pupparuolo) che la loro presunta coscienza, o le batterie nucleari (in Robotics chiamati Core), anche la problematica del vivere o sopravvivere, dell'evoluzione, dei sentimenti e chi più ne ha più ne metta.



Il ritmo è lento all'inizio e velocizzato solo quando serve...
Il trattamento stilistico è senza CG in Automata (son tutti animatronics, tranne uno, vediamo chi indovina), così come senza troppa spettacolarizzazione delle immagini (inutile) in Robotics e il design dei mecha (con solo 3 o 4 caratterizzazioni, molto retrò e semplici) è essenziale e richiama tantissimo lo stile vintage di Dreamer & company...



Insomma, non so se si comprende, ma mi sono innamorato.

E' uno stimolo forte per me, il classico vento in poppa che fa andare avanti e mi fa sognare ancora, spingendomi a continuare a narrare quel mondo fantastico che ho in testa.

Che dire, andate a vederlo se potete.
Non è Blade Runner, ma ci va vicino.
Peccato che lo abbiano datato dandogli una collocazione temporale.
2044.
io non lo avrei mai fatto.

meglio io.

Lunga vita e prosperità (e ricordiamo l'amato Leonard Nimoy, scomparso l'altro ieri)...




In fede
Claps iemmola



venerdì 14 novembre 2014

Dura lex



Per anni vi siete scervellati nel capire come far fruttare il fumetto online, come guadagnare e sfondare, ma siete arrivati tardi, qualunque soluzione abbiate escogitato.

Secondo i dati esposti in questo attendibile post di Fumettologica, chi ha venduto più di tutti a Lucca Comics & games 2014 è stato Sio, con i suoi libri targati Shockdom Edizioni.
I numeri fanno realmente impressione: 4200 volumi, 3500 solo dell'ultimo libro.

Le uniche parole con cui posso commentare i dati sono "Incredibile" e " fantastico", quindi personalmente faccio i miei più sinceri complimenti a Sio e alla casa editrice perchè hanno mostrato di essere un passo avanti a tutti, anche ai colossi dell'editoria italiana a fumetti.

Ma poichè la mia mente, seppur semplicemente, forse banalmente, prova ad elaborare certe informazioni e a trarne riflessioni e conclusioni, qualcosa mi sento di dirla, un po' più criticamente.

I volumi di cui parliamo non sono capolavori narrativi, nè graficamente accattivanti.
non stiamo parlando di un solido sceneggiatore e nemmeno di un disegnatore che con le matite fa ciò che vuole.

Non sono pietre miliari dell'arte sequenziale, non sono storie immortali e la storia non farà loro posto tra gli scaffali della memoria artistica.
Eppure esistono e vanno considerati con l'attenzione dovuta, perchè rappresentano un fenomeno importante e sono indicatori di un mondo che cambia e che non tornerà mai più indietro.
Come dicevo in apertura, molta gente, molti autori negli ultimi vent'anni si son spremuti le meningi per capire, provare a rivoluzionare il mondo dei comics.
Per carità, di risposte ne sono arrivate, ne cito una più di tutte perchè merita davvero cioè Verticalismi del buon Mirko Oliveri, ma mai nulla di definitivo, di realmente rivoluzionario, niente di così eclatante e redditizio.
Nemmeno il buon Recchioni, che tra tutti quelli della (ormai) "vecchia guardia" (seppur giovane), che ha rivoluzionato (nel bene e nel male) l'inossidabile e inamovibile Sergio Bonelli Editore regge il passo e sembra datato pure lui, con i suoi post a raffica e la sua immagine "politicamente scorretta" e fuori le righe.

Mentre i sapientoni del fumetto provavano e riprovavano, auto-glorificandosi ad ogni tentativo, zitto zitto Sio sfruttava Youtube per raccogliere con i suoi video e le sue vignette strampalate e demenziali una folla adorante di ammiratori disposti a tutto pur di avere l'ultimo libro o farsi un Selfie con lui.
E' un popolo a cui non frega nulla dell'ultimo crossover Marvel, del costume di Superman o delle evoluzioni stilistiche di questo o quel disegnatore.
Un popolo di gente "normale", attaccata al cellulare o all'i-phone, o al tablet, a cui non frega nemmeno di politica, di sociale o di chissà quale tematica psicologica o dietrologia simbolistica.
Un popolo giovane, un popolo disincantato e distaccato, che vuole solo ridere, svagarsi, estraniarsi dal reale, difficile, impossibile, squallido meccanismo sociale ed economico in cui ci siamo infilati.
Sinceramente io invidio loro.
Anzi no, vorrei essere loro, forse vivrei più serenamente questa pioggia di merda che è diventata la quotidianità.

Non criticate con severità, non esaltatevi sperando domani di riuscire ad imitare Sio e gli youtubers come lui...
Siete zombie.
E' il vostro funerale e non ve ne rendete conto.
Scusate, ci sono anche io.

Correggo:

SIAMO morti, antichi, andati, scannati tra di noi, datati, ammuffiti, dimenticati e chiusi in soffitta.

Tutte le parole, le discussioni sui forum, i commenti sui post, le tavole fotografate, i WIP...i personaggi fighi, le storie che ci esaltano mentre siamo sotto la doccia o che inventiamo seduti sulla tavoletta del cesso, son tutta roba d'antiquariato, messaggi dall'aldilà, nulla di più.

Tu, sì, proprio tu che ti sbatti ogni settimana a leccare il culo a questo disegnatore o quell'editore nella speranza di avere un posto sotto l'ala protettrice del professionista di turno...tu sei morto.
E anche tu, che disegni da dio, che sai rendere una mandria di tirannosauri al galoppo, vista dall'alto, anatomicamente perfetti, anche tu, sei morto.
Cosa cazzo gioisci, cosa condividi?

Sono davvero felice per Sio, non sembra, ma lo sono.
Mi sento inadeguato, ma so accettare la realtà.
in fondo faccio parte della scuderia Shockdom, questo vuol dire che lo stesso "naso" che ha fiutato Sio ha fiutato qualcosa anche nella mia storia...
Però so di essere un matusa, non mi illudo mica.
Il mio senso dell'umorismo però non può fare a meno di notare tutte quelle caricature di persone che ancora non si son rese conto di cosa è successo, quelle stesse persone di cui vedrò i post raggianti da oggi fino alla prossima fiera del fumetto, di cui vedrò gli inviti a fanpages di fumetti "morti" prima ancora di nascere...
 
Attenzione però, il fumetto non è morto, è solo cambiato in qualcosa che ancora non sappiamo definire.

Chi si vuole cimentare con le definizioni si faccia sotto, ma faccia in fretta stavolta, perchè potrebbe cambiare di nuovo tutto a breve.

Claps

venerdì 19 settembre 2014

Robotics...secondo appuntamento


                  

Strano periodo
Vita monotona, abbastanza tipica quando si disegna tavole a fumetti dalla mattina presto fino a notte inoltrata.

Stavolta non sto facendo tutto da solo
C'è Jack, Giacomo Pilato che fianco a fianco a me sta davvero superando sè stesso.
'Sto ragazzo farà strada, gli manca poco per acquisire grandi sicurezze e grandi risultati.
Mi spiace soltanto averlo chiuso nell'angolo della fantascienza, mentre so benissimo che la sua passione più grande è il fantasy puro.

Io invece, in quei pochi sprazzi di scene non dominate dai robot sto scoprendo anche altre capacità e trucchetti del mestiere...anche se resto sempre un pasticcione senza ritegno.


Appena avrò finito questo spin off di Robotics, Le Origini del Male, mi metterò alla prova...

Avrei tante cose da scrivere, ma al momento forse meglio continuare a lavorare chino sulla mia Cintiq.

Ah, a proposito, tra qualche settimana avrò una tavoletta nuova di zecca, ben più grande e adatta...
appena l'avrò tra le mani farò un bel post utile a chi vuole avvicinarsi a questo incredibile ed utilissimo (seppur costoso) strumento di lavoro.

in fede
Claps

lunedì 7 luglio 2014

il test del gabinetto



Il test più importante per un fumetto.
ecco la valutazione tecnica:

"Robotix possiede il giusto mix tra numero pagine, tempo di lettura e capacità di astrarre la mente da pensieri che inibiscono la funzione fisiologica.
80 pagine, alla fine delle quali le gambe non risultano affatto addormentate, permettendo all'utente di alzarsi dal sanitario e svolgere le mansioni quotidiane con efficiente mobilità.
Il formato 17x24 consente la lettura anche nelle bathrooms dalle dimensioni più ridotte.
La storia stimola a sufficienza la funzione organica, lasciando anche un diffuso senso di appagamento intellettivo.


Voto 7,5

sabato 28 giugno 2014

Robotics: prime timide soddisfazioni...




"Ogni scarrafone è bello 'a mamma soia",
si sà, è un detto napoletano ma vale ovunque e in ogni tempo, per gli autori di fumetto quindi è perfetto più di ogni altra definizione.
Sono di parte, mi pare logico, per me Robotics è la storia più bella del mondo, è la mia, la porto avanti, mi ossessiona e non avrò pace finchè non avrò messo la parola fine.
Alle volte mi sento proprio come uno dei miei personaggi, o meglio, sarebbe più giusto dire che in ognuno di essi c'è un pezzo di me, sia che soffrano sia che si innalzino vittoriosi...




Purtroppo però sono un gran bel pignolo, specie quando si tratta di un mio lavoro, una pignoleria che va ben oltre l'obiettività, una caratteristica che in fondo mi ha rallentato negli anni, ha permesso di presentarmi sul mercato che conta con una qualità almeno accettabile, ma mi ha stroncato tanto, in passato.

Eppure dovrei essere contento.
Finora ho notato che il 98% dei commenti su Robotics è positivo, il restante 2% è fatto di critiche molto costruttive, mai negative o gratuitamente cattive, nessuna di esse riguarda il disegno o la storia ma soltanto aspetti prettamente tecnici, quali il lettering o la lunghezza delle storie o robe del genere.




Mi ripeto, dovrei essere contento, eppure qualcosa dentro di me dice che non posso accontentarmi, che devo spingere l'acceleratore, superarmi e dare di più.
Forse è il momento giusto per il salto di qualità che ho sempre desiderato fare, per diventare l'autore che ho voluto essere fin da quando, oltre venti anni fa (24) ho intrapreso la "via" del fumetto.

Robotics piace.
Così sembra...
Chi lo ha letto ne vuole ancora.
Lo trovano gustoso, esaltante, leggero ma malinconico nel messaggio.
Esattamente ciò che volevo.

No, non è vero.

Lo volevo tenebroso, irriducibile nella sua posizione critica nei confronti della società moderna, lo volevo scontroso verso le abitudini quotidiane, trasversale e tagliente sui luoghi comuni, cattivo sulla natura degli uomini.
Volevo una storia brutale, anche se scintillante di metallo contrapposto alla debole carne.

mi rifarò.
Ma si parte col piede giusto.




Mi spiace solo che le vendite al momento non siano soddisfacenti, ma anche in questo caso son troppo duro con me stesso, in fondo è uscito da poco più di 3 settimane, è ancora presto per pretendere una breccia nel mercato e un piccolo zoccolo duro di affezionati lo vedo crescere di giorno in giorno, alle volte con lentezza, altre con ondate di entusiasmo e partecipazione.

Ieri presentazione da Games Academy Palermo.
L'atmosfera della fumetteria di Vicè Tura è coinvolgente, è familiare, mi piace e stimola a fare meglio.
Ufficiosamente sarà la nostra bat-caverna, la centrale operativa da cui partire alla conquista del mondo.
Vicè sei avvertito.

Giacomo Pilato, ottimo disegnatore, è una risorsa incredibile, un buon amico e un supporto per me vitale.
Ottimo partner di lavoro, sembriamo sincronizzati in tutto pur restando diversissimi...




Fabio Capizzi, anch'egli presente, con consorte battagliera, che ringrazio, ha filmato l'incontro, presto avremo il video integrale su Palermo Fumetto ( il link qui seguitelo!), mi piacerebbe fosse la nostra voce ufficiale oltre Shockdom...
ci organizzeremo di certo.

attenzione, non è stato un evento con una folla immensa ed adorante, in tutto forse una ventina o poco più di persone, ma come si suol dire, pochi ma buoni.
tanta partecipazione, tante domande, qualche risata e anche molti temi affrontati con serietà e atteggiamento pragmatico, senza divismo ed ipocrisia.

menzione speciale numero 1:
Marco Consales, mio vecchio amico da quando ancora i power rangers in italia non li trasmettevano, è stato bellissimo rivederlo, lui mi conosce da sempre come disegnatore, il suo entusiasmo dà una carica incredibile, il suo affetto riscalda e mi fa sentire meno solo, anche se non ci si vede mai.
il tempo è stato più clemente con lui che con me, dal suo aspetto non sembra essere trascorso nemmeno un giorno, patto col diavolo di certo.
dimmi dove devo fimare.




menzione speciale numero 2:
Angelo la Rosa, conosciuto sul gruppo Facebook "I fumetti sono una cosa seria" ( qui ), ottimo disegnatore, tra l'altro, è stato piacevole e inaspettato conoscerlo, grazie a lui l'incontro ha preso una piega molto interessante, i suoi interventi coinvolgenti e precisi.

menzione speciale numero 3:
Fabio Butera con famigliola in procinto di allargarsi.
il mio grazie per la presenza e i miei più sentiti auguri per il pancione di Daniela.
La prossima volta cercherò di fornire sia lui che suo figlio della maglietta ufficiale di Robotics, mi sto attrezzando.

Il mio sogno per una prossima presentazione?
avere anche Francesco polizzo e Christian G. Marra.



 

Per il momento è tutto.

Signor Crusher, curvatura 5.... attivare!.






mercoledì 25 giugno 2014

Una presentazione di Robotics anche a Palermo...



Venerdì prossimo, il 27 Giugno, avverrà la "seconda " presentazione di Robotics, a Palermo, presso Games Academy di via Narciso Cozzo 22.
grazie alla disponibilità di Vincenzo "Vicè" Tura, di Shockdom Edizioni, io e Giacomo Pilato avremo l'occasione di parlare a tutto campo del progetto e conoscere impressioni sul Volume 1 direttamente da chi lo ha letto.


Per l'evento, pubblicizzato timidamente su facebook ( non sono un promoter ma un disegnatore, ahimè) spolvererò tutti i miei modelli robotici autocostruiti per portarli in "parata" per tutti coloro che saranno presenti.
probabilmente la prossima tappa sarà Messina, mi è già stato anticipato dall'Editore, ma è tutto da organizzare, quindi resto in attesa...

intanto una cosa che mi fa parecchio piacere e che vorrei segnalare, è che ad oggi la pagina di Robotics segna i 455 "mi piace"...
certo, non sono molti, considerato anche che Robotics è un fumetto uscito da pochissimo e di non facile presa se non su un pubblico appassionato del genere, ma la strada è lunga e si potrà sempre far meglio.


Nel frattempo, mi pongo domande e cerco di trovare risposte, almeno per quanto concerne la trama e i disegni.
Vorrei continuare ad evolvere ed affrontare a poco a poco tutte le mie "bestie nere" che già so di avere da tempo in fatto di tecnica fumettistica.
Prima tra tutte la spettacolarità delle tavole...
...a piccoli passi, è meglio




Bando alle ciance, appuntamento a Venerdì 27 giugno, dalle 17:30 in poi.
Games Academy palermo, via Narciso Cozzo, 22 (a due passi dal Teatro Massimo)

Lunga vita e prosperità