mercoledì 25 giugno 2014

Una presentazione di Robotics anche a Palermo...



Venerdì prossimo, il 27 Giugno, avverrà la "seconda " presentazione di Robotics, a Palermo, presso Games Academy di via Narciso Cozzo 22.
grazie alla disponibilità di Vincenzo "Vicè" Tura, di Shockdom Edizioni, io e Giacomo Pilato avremo l'occasione di parlare a tutto campo del progetto e conoscere impressioni sul Volume 1 direttamente da chi lo ha letto.


Per l'evento, pubblicizzato timidamente su facebook ( non sono un promoter ma un disegnatore, ahimè) spolvererò tutti i miei modelli robotici autocostruiti per portarli in "parata" per tutti coloro che saranno presenti.
probabilmente la prossima tappa sarà Messina, mi è già stato anticipato dall'Editore, ma è tutto da organizzare, quindi resto in attesa...

intanto una cosa che mi fa parecchio piacere e che vorrei segnalare, è che ad oggi la pagina di Robotics segna i 455 "mi piace"...
certo, non sono molti, considerato anche che Robotics è un fumetto uscito da pochissimo e di non facile presa se non su un pubblico appassionato del genere, ma la strada è lunga e si potrà sempre far meglio.


Nel frattempo, mi pongo domande e cerco di trovare risposte, almeno per quanto concerne la trama e i disegni.
Vorrei continuare ad evolvere ed affrontare a poco a poco tutte le mie "bestie nere" che già so di avere da tempo in fatto di tecnica fumettistica.
Prima tra tutte la spettacolarità delle tavole...
...a piccoli passi, è meglio




Bando alle ciance, appuntamento a Venerdì 27 giugno, dalle 17:30 in poi.
Games Academy palermo, via Narciso Cozzo, 22 (a due passi dal Teatro Massimo)

Lunga vita e prosperità




mercoledì 11 giugno 2014

la "mia" Etnacomics 2014, ovvero: "come presentammo Robotics alle 18"



In questa foto è riassunta tutta l'esperienza della "prima" di Robotics nel mondo del fumetto.
Albi sul tavolo e disegni in fiera, fatti da me e Giacomo Pilato.
vendite?
per adesso poche.
D'altronde noi abbiamo pensato più a produrlo l'albo che non a pubblicizzarlo, una mancanza che in questa fase stiamo purtroppo pagando, ma è presto per dichiarare fallimento.




Certo, chi ci conosceva lo ha comprato, amici, conoscenti affezionati, quasi tutti siculi, probabilmente oltre lo Stretto il seguito dei "fans" è maggiore, quindi staremo a vedere nelle prossime mostre e soprattutto nelle fumetterie, dove si gioca la vera partita.

Robotics è un prodotto di genere, non è uno di quelli dall'impatto immediato.
ha bisogno di una sua maturazione, ha bisogno di essere continuato, affinchè la storia nel proseguo convinca ed appassioni.
Ci vuol pazienza.

Sono fiducioso.
Posso migliorarmi.

Etnacomics, grande vetrina, sempre più grande ad ogni edizione.
Quest'anno è andata ancora meglio in termini di visitatori.
Voci di corridoio dicevano che già al secondo giorno erano esauriti tutti i tagliandi d'ingresso e si è dovuto provvedere a ristamparne di altri.
Molti editori sembravano contenti anche delle vendite.
staremo a vedere poi i dati ufficiali.





Con i miei compagni di viaggio, Francesco Polizzo e Giacomo Pilato, finalmente presenti tutti e 3, abbiamo potuto, anche se frastornati dall'evento, fare un minimo di punto della situazione, da approfondire a breve.

li ringrazio per esserci stati.
il mio ringraziamento va anche ai due illustri assenti, Christian G. Marra e Gaetano Matruglio, confido nelle prossime occasioni per incontrarli.





tanti ritorni a Catania, tante conoscenze prima solo in rete, convogliate, finalmente in una conoscenza faccia a faccia, come quella con Lazzaro Losurdo, che ho trovato un ragazzo semplice, simpatico, molto educato, che disegna davvero bene e spero che i suoi ultimi lavori possano dargli molte soddisfazioni professionali.

Umberto Giampà, altrettanto bravo e navigato, anche lui, persona davvero piacevole, mi riprometto di passare più tempo con lui alla prossima occasione, lo saluto e lo ringrazio per la gentilezza dimostrata.

Stefano Dell'Aria, che non vedevo da miliardi di anni, da quando aveva i capelli, per dirla in breve, professionista eccelso che si sta ritagliando la sua fetta di spazio per giusti meriti un po' ovunque.

poi i saluti alle vecchie conoscenze e a quelle rinnovate.
Giuseppe Franzella, gentilissimo e affabile come sempre; Il Maestro Giuseppe Palumbo, che ha impreziosito il volume di Diabolik acquistato con una sua Eva Kant stilosissima e misteriosa; Alessandro Bilotta, ormai assunto alla gloria Bonelliana, un bravissimo autore che è sempre un piacere rincontrare; l'onnipresente Enzo Troiano, con il fido Luca Presicce e il bravissimo Giacomo Porcelli; Laura Scarpa, che soltanto vederla mette nel cuore la stessa pace di chi ha sempre una buona (ma pungente ed attenta) fatina che veglia sul mondo incantato dei fumetti...
E inoltre Alessandro Bottero, con lo sguardo sempre torvo, che nasconde mille pensieri e non sai mai quali siano...
Ed Emiliano, Sergio, Fabio, Maurizio, Anna, Dario, Valerione, Pippo, tutte presenze ormai irrinunciabili dell' appuntamento catanese.

un saluto speciale va ai ragazzi di Radioanimati, che nonostante fosse passato un anno e mezzo dal mio mangiadischi si ricordavano di me, Pellegrino in primis...che memoria ragazzi, complimenti davvero.




voglio ricordare anche la bravissima e mitica Clara Serina, dei Cavalieri del Re, che ha avuto la sfortuna di conoscermi/ci (ehehehe)...

per Claudia ed Antonella, le mie donne preferite (oltre i 20 anni) e per mia figlia Sara...
se non avessi voi sarei perduto.
siete un pezz'i core

...e una menzione speciale sia per Doc Manhattan, cui ho potuto esprimere di persona il mio sincero ringraziamento per il premio ricevuto nel contest "Wolverine l'Immortale" che per Roberto Recchioni (complice dello stesso premio) per il suo "sei bravissimo" ad alta, alta voce, riferito al mio lavoro, per l'autografo sul volume di Orfani della Bao per la mia pupetta Sara, che sono certo non dimenticherà mai, amando sempre di più la sua serie e i fumetti in generale.

Passata questa carrellata voglio soffermarmi un attimo su Shockdom.
so che non è facile fare quello che fanno loro, che alle volte si parte con un'idea e si deve scendere a compromessi per svariate ragioni, anche nei dettagli più insignificanti.
la conferenza non è andata come speravo, troppe diversità a quel tavolo, a svantaggio di qualcuno, a convenienza di altri.
capita.
Ma resto sempre grato a Lucio Staiano per il coraggio e per l'entusiasmo con cui porta avanti i suoi progetti, resto un aziendalista convinto e vorrei chiedere scusa a tutta la banda degli autori presenti, tutti bravi, simpatici e seri nel lavoro.
perchè chiedo scusa?
semplice, perchè ormai mi rendo conto di essere diventato un orso.
è l'età, oppure la stronzaggine che vanno sempre di pari passo.
in ogni caso, niente giustificazioni..

Sio, Dado, Bigio, Albo (ed Ester), Alessandra, siete fortissimi e vi meritate appieno tutto il successo che già avete, che so non si fermerà qui.
Grazie per la pazienza avuta.

in fede

Claudio "Claps" Iemmola


lunedì 19 maggio 2014

Sotto-sottobosco fumettistico... molto sotto



Premetto che non sono nessuno, non sono mai stato un gran disegnatore, che se avessi "dovuto sfondare" sarebbe accaduto almeno 20 anni fa, proprio perchè le mie capacità son sempre state limitate, come la mia volontà...

detto ciò...
Come molti sapranno, sono uscito da Facebook nel mese di febbraio di quest'anno.
Mi ero stancato.
In generale c'era troppa mediocrità, troppo qualunquismo, troppe polemiche spesso basate su opinioni personali spesso altrettanto discutibili.

Uno dei motivi che mi han fatto scappare è stato l'essere circondato da un sottobosco di autori di fumetti o aspiranti tali che a parte qualche raro caso di mano davvero buona, la maggior parte non erano altro che nerd (in senso dispreggiativo però) senza speranza.
Varie tipologie, all'interno dello stesso sottobosco...

Gente che passava le giornate umiliandosi al cospetto di un qualche autore affermato o di una determinata casa editrice senza mai essere cagati di striscio.

Gente che umiliava la propria creatività frustrandola in maniera monomaniacale comprando, commentando, disegnando, postando sempre le stesse cose.

Oppure gente talmente destinata all'oblìo da esaltare solo sè stessa, ignorando contemporaneamente di essere fuori dal tempo e fuori contesto già da anni.

Altra categoria realmente squallida invece, quella dei disegnatori che in gioventù magari avevan frequentato una scuola di fumetto o un qualsiasi corso di studi artistico, con risultati apprezzabili, ma che si ritrovano oggi a 40, 50 anni senza mai aver fatto nulla di rilevante e la colpa è sempre "della mancanza di raccomandazioni"....

C'è anche la categoria dei "mi sento un dio anche se fuori da facebook o a Bolzano non mi conosce nessuno", che sono i peggiori in assoluto.
gli scrivi, magari perchè li conosci di persona da anni e loro nemmeno ti rispondono, poi dopo mesi la scusa è sempre la stessa "facebook mi ha cancellato i messaggi", e "sti cazzi" non ce lo metti mai?

insomma, dico io, che cazzo passi tutto il giorno, di tutti i mesi, di tutti gli anni della tua minchia di vita a disegnare wolverine in mille pose da figo, c'hai 35 anni, cosa credi che la Marvel ti noti su facebook, in mezzo ad altri 3000 disegnatori e ti assuma perchè il tuo wolverine è il più cazzuto che si sia mai visto dai tempi dell'invenzione del cavallo?

vai a cagare vai...

ma inventati qualcosa, usa quella cazzo di testa che c'hai...
ok, io disegno solo robot, ma di tutti i tipi però.
e me li invento, il più delle volte, almeno lo sforzo di sembrare originale lo faccio.

ma che, se mi venisse in mente di disegnare wolverine ( a meno che non ce ne sia motivo valido, tipo un concorso con premio) non mi strapperei i coglioni da solo?

che poi, stando in mezzo a tanta mediocrità, diventi mediocre anche te.
ti ritrovi a commentare, a litigare, taggato da tutte ste mille migliaia di stronzate di disegni.

tra 2 settimane andrò ad Etnacomics, in quel di Catania, per presentare Robotics.
sono sicuro che molti di questi disegnatori, che magari come me un posto in qualche casa editrice lo han trovato, faranno ugualmente la fila per farsi vedere dall'editor di turno (che tanto il lavoro lo dà una volta su mille).
Son sicuro che abbandoberanno i loro personaggini pubblicati con tanta fatica per mostrare, ancora una volta, il loro cazzo di Wolverine di merda

si, si, è uno sfogo.

ne seguiranno altri.
promesso

martedì 13 maggio 2014

è tempo di Robotics



Finalmente ce l'ho fatta.
Robotics è una realtà.
Grazie alla fiducia di Shockdom, promettente casa editrice milanese di Lucio Staiano, oggi il primo volume della mia saga robotica è andato in stampa.

Sicuramente non sono al 100%, devo crescere (ancora) come disegnatore e come narratore, ma sono fiducioso, nel secondo volume andrà meglio.
Sono già al lavoro.

Non commetterò gli errori di progettazione fatti nel primo.
I presupposti ci son tutti.

Non mi affiderò a gente non motivata o dal profilo dubbio, non mi farò più trascinare emotivamente da presunti amici o fidanzate ventenni affamate di emozioni... mo' basta perdere tempo.
Ho scelto l'isolamento ed è stata la migliore delle opzioni.
Ritrovata la serenità e la grinta necessarie, la lucidità del gesto è arrivata di conseguenza.
La prima volta che ho pensato a questa storia avevo 38 anni, adesso ne ho 41...
non sono più un adolescente, ma mi consolo.
Anche Vittorio Giardino iniziò a fare fumetti quasi alla mia stessa età.
Con Robotics riprendo un percorso artistico e professionale interrotto tanti anni fa.
Basta metter davanti gli altri, basta attese, basta rinvii.
La vita è una sola e io mi son stancato di procrastinare.

Robotics è tra noi.
Claps è tornato.


mercoledì 12 febbraio 2014

é tempo di cambiamenti


l'ho fatto.
oggi ho cancellato il mio account Facebook.
era da tempo che lo meditavo, oggi ho preso la decisione.
probabilmente nessuno leggerà questo post, ormai tutti son lì e nient'altro ha più importanza.
pazienza, se non altro avrò come ricordare questo momento, anche fossi il solo a saperlo.

la verità è che, iscritto dal 2008, ho visto la gente cambiare, peggiorare, arricchirsi poco o nulla di tutto ciò che veniva postato.
ho visto il dilagare del qualunquismo più orrendo che si possa immaginare, l'ipocrisia, il perbenismo vacuo e la cattiveria cinica ed incurante delle circostanze.
l'Italia è cambiata, in peggio.

se non fosse stato per il post di un conoscente non avrei preso questa decisione definitiva.
lo ringrazio, è un grandissimo idiota, ma è per merito suo che ho fatto la mia scelta.
non è il momento di levarsi i sassolini dalle scarpe per cui l'argomento lo tronco qui, almeno per adesso.

rinuncio ad una piccola fetta di globalizzazione.
a me va bene così.
ho recuperato un po' della mia vita passata, com'era prima di far parte di questo baraccone di ossessioni freaks.
ho un po' più di tempo per me stesso e decisamente mi sento come se mi fossi liberato da una fastidiosa dipendenza.

c'è tanto lavoro che mi aspetta, tante cose da disegnare.

la mia vita nelle mie mani.

Lunga vita e prosperità.

giovedì 2 gennaio 2014

ciò che è stato, ciò che sarà...


Un altro anno è andato, benvenuto 2014.
Chissà cosa succederà quest'anno, le previsioni si sprecano, i propositi abbondano, ma in realtà quello che ricordiamo maggiormente di ogni anno passato si basa più su ciò che è accaduto in maniera inattesa che non sul resto.

Non scorderò mai ad esempio il 1996 perchè inaspettatamente venne a mancare mio padre, o il 2002, per la nascita di mia figlia, o il 2007, anno in cui mi innamorai più follemente che in tutta la mia vita e così via...

La seconda verità che ho imparato proprio nel 2013 è che tutto ciò che di buono accade durante un anno deriva per lo più da quanto si è seminato in quello passato.
almeno in termini di programmazione, eccezioni escluse.
Io nel 2013 ho gettato le fondamenta di qualcosa.
no, non c'è l'amore in questa pianificazione.
quello l'ho lasciato davanti un cancello di metallo in Brianza, in un tiepido pomeriggio di maggio di quasi due anni fa.Lì è rimasto, assieme al mio cuore, che quest'anno ho potuto constatare divenuto di pietra dura.

Ciò che ho seminato è adesso un germoglio di sogni per il quale lavorerò tutto il 2014 affinchè diventi una quercia di realtà indistruttibile
Esattamente come il metallo, l'acciaio di cui son fatti i personaggi di Robotix, la storia a fumetti che mi accingo a pubblicare grazie all'interesse e alla sensibilità di Shockdom, la casa editrice di Lucio Staiano, con la collaborazione di Francesco Polizzo, scrittore compulsivo e Giacomo Pilato, bravissimo artista palermitano dall'enorme talento in aumento.

Guardando indietro, una volta ancora, fo le mie riflessioni...

Nel 2013, nonostante mi ripeta sempre di far troppo poco, in fondo qualche piccolo risultato l'ho raggiunto.
Ho toccato il traguardo dei 3 anni consecutivi in MC&Saatchi come visualizer, ho pubblicato 3 storie brevi su Verticalismi, ho vinto (con mia grande sorpresa) un piccolo concorso organizzato per il lancio del film Wolverine L'Immortale, ho partecipato ad una mostra collettiva in quel di Palermo, con l'associazione Abattoir e soprattutto ho disegnato tanto, tantissimo...

Nel 2013 mi son reso conto che il corpo non esegue mai le nostre volontà e che spesso ci si rivolta contro e non resta altro che correre ai ripari.
Ad inizio anno ho scoperto di avere un tumore (benigno per fortuna) poi asportato, alla gamba, dei calcoli alla coleciste grossi come cocomeri ed altri altrettanto grandi e fastidiosi ai reni che ancora adesso mi rendono la vita quotidiana molto difficile, più una lesione recidiva (già avuta 6 anni fa) ai legamenti crociati del ginocchio destro che presto dovrò probabilmente risolvere con un'operazione chirurgica.

insomma un bollettino di guerra.

Nel 2013 ho continuato ad interessarmi di politica, in maniera poco attiva rispetto agli anni passati, però un paio di persone sui media son riuscito comunque a mandarle per esporre i loro problemi.

Quest'anno però voglio isolarmi più di quanto non faccia già adesso...
Voglio lavorare ai miei sogni.
Non perderò tempo a leggere le molte catsate che si scrivono sui social network, cercherò di non scriverne io stesso, in modo da non far perdere tempo nemmeno agli altri per commentarle.

Continuerò la mia politica di allontanamento dalle persone lavorativamente e socialmente inutili, che vivacchiano sul mio lavoro, o passano il tempo ad autocommiserarsi o ad esaltarsi per compensare le loro vite basate sul nulla.
Cercherò quindi di rinsaldare e consolidare i rapporti con coloro i quali riesco realmente ad avere uno scambio di idee, di positività, di crescita professionale ed intellettuale.
Ne ho bisogno.

Magari, quest'anno riuscirò anche a comprarmi una chitarra elettrica e ad imparare un assolo dei led Zeppelin.
uno solo mi basta.

buongiorno
siete ufficialmente nel 2014.
niente astronavi, niente colonie su altri pianeti.
se vi accontentate, c'è sempre la coppa del mondo di calcio.

per i miracoli, ci stiamo attrezzando.

martedì 22 ottobre 2013

My Power


il mio pallino è ROBOTIX, chi mi conosce lo sa già...
negli ultimi 2 giorni ho completato questa:
                                                                                                         


e mentre mi accingo a preparare le altre tavole seguenti da mostrare a Lucca Comics and Games 2013, sul sito Verticalismi viene pubblicato un estratto di una mia vecchia storia, MY POWER...

Vecchia non certo per i disegni, quanto per la sceneggiatura, abbozzata la prima volta nel 2006, poi modificata varie volte nel corso degli anni.

MYPOWER su Verticalismi qui

la Storia in questione è molto semplice...
un uomo qualunque, che conduce una vita qualunque, si ritrova a vivere un'esperienza straordinaria:
in un modo misterioso acquisisce dei poteri sovrumani grazie ai quali riesce a fare praticamente tutto.
il plot è questo...
cosa accadrebbe a voi se foste al posto suo?
fareste i paladini del bene oppure comincereste a risolvervi un po' di grane personali?
siete assolutamente sicuri che il mondo vi vedrebbe come un eroe indiscusso?
forse, qualcuno cercherebbe di sfruttarvi anche senza il vostro permesso, facendovi compiere atti vergognosi anche oltre i limiti della umana "pietas"...
qualcuno sarebbe in grado di fermarvi se vi girasse il cosidetto "quarto d'ora"?
beh, la risposta a tutto ciò sta in MY POWER.
Intanto godetevi questo assaggino, tanto per gradire...

sabato 5 ottobre 2013

robottando



Ecco una carrellata di robottoni disegnati negli ultimi 6 mesi, giusto per rilassarmi un po' e tenere la mano in allenamento in vista del forcing finale delle tavole di Robotix:


    
                               







lunedì 15 luglio 2013

Il "mio" Altroquando...



Era il 1995...
Un anno particolare per me.
Fondamentale...
In febbraio terminava la mia "naia" e subito dopo iniziavo i primi passi nel mondo del fumetto professionale cominciando la mia esperienza alla Scuola del Fumetto di Milano...
In quel periodo conobbi il "micromondo" di Altroquando...
Ero ancora un pischello e disegnavo molto male ( qualcuno dice che disegni male anche adesso...confermo...!!!) ma invogliato dal mio entusiasmo e dal fascino che quel piccolo universo fatto di disegnatori semi-professionisti e super-nerd esercitava su di me, spavaldo come sempre son stato, mi presentai ai proprietari di quel negozietto(ne) a metà tra l'edicola e la libreria, con una mia pietosissima tavola, colorata a matita, in cui alcuni supereroi Marvel reggevano un improbabile logo di Altroquando.
Nonostante la qualità scarsa, ne ero orgogliosissimo.
Speravo, in cuor mio, che un giorno un mio disegno potesse essere stampato in una delle cartoline omaggio che ammiravo sul bancone ogni volta che entravo...
Ecco, la prima cosa che conobbi di Altroquando furono appunto quelle cartoline.
La seconda, e che mi convinse a ritornarvi, la gentilezza di Dino.
Accettò il mio disegno, lo guardò, sorrise paternamente sotto i suoi occhialini da contabile con la catenella al collo, lanciò uno sguardo simpatico a Salvatore, mi ringraziò come se fossi Claudio Castellini e ripose con delicatezza la mia tavola in una busta di plastica trasparente, conservandola dietro al bancone.
Non ricordo cosa comprai quel giorno...
Ma ricordo con che sensazione di gioia varcai la soglia di Altroquando per uscire e tornare a casa...
Mi sentivo accettato, per la prima volta in vita mia, parte finalmente di un mondo tutto mio, condiviso con altri esseri umani che parlavano di fumetto, lo disegnavano, lo leggevano, lo respiravano, lo vendevano...e ne sapevano ben più di me...
Non ero più solo, chiuso nella mia stanzetta a macinare e rimacinare sempre gli stessi albi Corno vecchi di vent'anni...
non ero più solo con i miei sogni.

Il tempo passò velocemente...
Ero quasi in procinto di terminare il primo anno di corso in quel di milano...
Era la primavera del 1996.
Pasqua...
Io ero tornato a casa per trascorrere le vacanze con la mia famiglia e con la mia ragazza dell'epoca...
Avevo voglia di fare.
Di mettermi alla prova.
Sapevo di avere imparato un sacco di cose e non vedevo l'ora di iniziare a provarmi sul campo.
Andai da Altroquando, come un parente lontano che viene a far visita di tanto in tanto...
Fu di nuovo Dino a "spalancarmi la porta del destino"...
Mi diede un fogliettino con un nome e un numero di telefono scritti a mano.
Mi disse, con aria seria e frettolosa:" Gioia, tu che disegni, tieni 'sto pizzino, questo ragazzo qui cerca un disegnatore..."
Felicissimo come avessi ricevuto il più bel regalo che si possa desiderare, presi il biglietto e corsi ad una cabina del telefono ( vecchi cari ricordi )...
Fu allora che conobbi Giorgio e Claudio e fu allora che nacque lo Studio Cagliostro, con tutto ciò che nel bene e nel male fece e rappresentò successivamente...
Fu allora che pubblicai per la prima volta, che partecipai ad una (piccola) mostra-mercato con un mio albo ( Futura, in parte finanziato dallo stesso Altroquando) e fu allora che nella mia incontenibile e demenziale goliardìa coniai, per conquistare l'apparentemente burbero Salvatore, il soprannome di "Nonno di Heidi"...

Il tempo non si fermò a quei giorni felici, andò avanti, impietosamente.
Le strade si divisero come giustamente prevede spesso la vita.
Non sono mai stato un gran cliente...
Mai stato uno che spende capitali di soldi in fumetti.
Però, tutte le volte che ho potuto ho cercato di far capire a Dino, Salvatore, e in seguito Filippo, quanto fosse importante per me la loro presenza nella mia vita.

Quando un anno fa ho cercato di intraprendere l'attività di editore è da loro che ho portato in seguito i primissimi albi stampati, orgoglioso come un figliolo che mostra la pagella ai genitori...

Ho visto chiudere tante fumetterie in vita mia, in varie città d'Italia, tante attività commerciali a cui in un modo o nell'altro ero legato, per vari motivi...
Ma mai avrei pensato quanto potesse essere doloroso sentir annunciare la fine di Altroquando.
Mai avrei pensato quanto potesse essere legato il mio cuore da eterno aspirante disegnatore e la mia fantasia ad un luogo, ad un microcosmo così piccolo, ma così grande al contempo da far diventare con esso Palermo stessa enorme, sconfinata, fin dove ci si può allungare con poteri cosmici, o correre veloci come il fulmine, o volare tra le nuvole più alte col mantello rosso sferzato dal vento...


Palermo non è mai stata così grande

dopo Altroquando difficilmente potrà esserlo nuovamente...
e noi insieme ad essa...

Altroquando resta nelle nostre vite
nei nostri cuori, nelle pagine dei nostri fumetti...
anche in quelli comprati ovunque...
è lì, come sempre, nel luogo dove si incontrano i sogni...
"prima stella a destra e poi dritti fino al mattino..."

Grazie di cuore per tutto

Salvatore, Dino, Filippo





con affetto

Claudio "Claps" Iemmola



sabato 13 luglio 2013

un "Cult" a 7,50 euro



Di film leggendari al cinema in vita mia ne ho visti tanti, quasi quanti quelli che mi son perso.
Lì per lì non te ne accorgi, poi esci dalla sala e senti salire dentro una sensazione gratificante, un senso di profonda soddisfazione e di felicità, ci pensi un po' e a freddo, tornando a casa, dici tra te "cacchio lo rivedrei volentieri altre 5 volte....".
Non mi succedeva da tempo.
Mi è successo ieri sera, dopo essere andato a vedere Pacific Rim...

Nulla di nuovo sotto il sole, almeno a livello di storia.
Il classico "cammino dell'eroe" e ormai, anni e anni dopo aver avuto accesso a questo grande segreto della narrazione, pochissime storie mi stupiscono e mi affascinano.
Nel caso del film di Del Toro non posso nemmeno dire che sia la caratterizzazione della storia ad essere originale, basti prendere un qualsiasi episodio di UFO Robot Grendizer o di Great Mazinger, trasporlo in film et voilà, il gioco è fatto.
Poche, pochissime volte era stato fatto in passato.
Robojox (1989) è una di quelle.



Ma erano opere passate un po' in sordina o addirittura dimenticate col passare del tempo e con l'avanzare della tecnologia nel campo della CGI (
computer-generated imagery).
Che è anche il problema (non solo il vanto) di Pacific Rim che arriva, purtroppo per Del Toro e per noi appassionati di genere, in un periodo in cui fantascienza, fantasy e (sempre più spesso) horror, attingono a piene mani, in modo forse eccessivo, dall'effettistica computerizzata, creando uno stordimento e una assuefazione negli spettatori che diminuiscono sensibilmente il "sense of wonder", obiettivo principale di tali produzioni, realmente, inevitabilmente non centrato.
Per questo motivo ho odiato i films dei Transformers.
Troppa CGI e male usata.
In Pacific Rim no.

Il film c'è e si fa notare.

"I was overwhelmed by the intense kaijū vs. giant robot action. It was fun!"...
...queste sono le parole pronunciate dal maestro Go Nagai, "stupefatto" e divertito dalle "intense" scene di lotta del film.
Parole dette proprio da colui senza il quale non sarebbe mai esistito Pacific Rim nè quasi l'intero immaginario robotico di ben 3 generazioni
di fans ( tra cui, in primis, la mia ) .

Perchè la pellicola di Del Toro è un continuo citare, un continuo ed inarrestabile atto d'amore per un genere che fece ( e che fa ancora, dopo 40 anni e più ) la fortuna del mercato animato giapponese.
ma non è una scopiazzatura, intendiamoci.
non è una mera, anche se solida, trasposizione e basta.




Dentro Pacific Rim c'è anche molto "american style", come nel Godzilla di
Roland Emmerich, quello del 1998 ( che a me piacque molto, anche solo per la presenza di Matthew Broderick e Jean Reno), un aspetto che non guasta affatto, del tutto assente nelle produzioni cinematografiche giapponesi, sempre molto algide nei casi di trasposizioni dai cartoni al cinema.
Freddezza che gli americani (buon per loro e per noi) non hanno.
Partendo dalla classica "occasione per rifarsi", vero motore trainante di tutti i film in sapore di "sogno americano", alle esplosioni e alle devastazioni immani dei migliori action movies d'oltreoceano, al design dei robot ( e anche dei mostri) che seppur debitore delle produzioni animate del sol levante rimane però spartano ed essenziale ( "funzionale" direbbe il mio ex prof della scuola del fumetto) ignorando quasi del tutto, ma solo in questo aspetto, la lezione dei vari Gundam e company campioni incontrastati di mechadesign da sempre, all'ironia di fondo che permea tutto il film, nonostante si parli di devastazione e apocalisse alle porte.

Di americano c'è persino il pistolotto pre-finale, subito sbeffeggiato alla grande dal protagonista, messo lì giusto per imprimere un minimo di epicità a ciò che avverrà dopo, ma non ce ne sarebbe nemmeno alcun bisogno in realtà, perchè Gipsy Dancer e company riescono con i soli propri ingranaggi a rendere epica un'azione che parte già "Mitica" fin da prima che inzi il film stesso.

Pacific Rim non è un'americanata, come ho letto in molti commenti ipercritici.
ormai anche usare l'aggettivo stesso è errato.
per Pacific Rim lo è ancor di più...
prima di tutto perchè Del Toro è un regista americano solo d'adozione ( faccio il pignolo), secondo perchè in tutte le sue pellicole non ha mai esagerato in certi atteggiamenti se non nei limiti della "funzionalità" sopracitata, inoltre perchè essendo un film sui "Robottoni" casomai è una Giapponesata, infine, perchè dei robot giganti che combattono dei mostri ancor più giganteschi DEVONO far danni e i danni devono essere proporzionali a chi li causa.




Sarebbe stata un'americanata se a causare tanta morte e distruzione fosse stato Bruce Willis mezzo malconcio ( dite che l'ha fatto? in ben 4 film? ops!)...

Del Toro non si è ispirato solo alle opere di Nagai, ma ad Honda e il suo Godzilla e anche a

Yoshiyuki Tomino, il "papà" di gundam.
Lo si vede soprattutto quando i robottoni si rompono, l'energia che li sostiene si esaurisce, le armi terminano le munizioni ed è giusto così, perchè gli "Jaeger" sono delle armi giganti, non degli dei.
Mi soffermo un attimo sui personaggi.
Per me sono stracaratterizzati, sia esteticamente che psicologicamente.
Di facile identificazione quindi e per me è cosa buona e giusta anche se manca un po' di profondità, ma i protagonisti sono i robot per cui ogni lamentela è fuori luogo.
Ho sentito dire che sono "stereotipati" come se fosse un crimine o un difetto grave.

Stiamo parlando sempre di un film che narra di robots giganti e di mostri vero?
O dell'ultimo di Woody Allen?

Personalmente adoro le caratterizzazioni estreme e sotto questo aspetto il lavoro di attingere dai classici personaggi giappo degli anime è stato fatto per bene considerando che non si ha a disposizione un serial intero per approfondirli ma solo due ore (seppur) abbondanti (circa) di pellicola.
E di personaggi ce n'è anche molti...
la gallery è immensa, tutta colma di citazioni nagaiane:
Dal Tetsuya al prof. Kabuto, dall' Hayato Jin a Miwa e via dicendo...

Unica vera pecca sono i nemici.
Tanto giganteschi e spaventosi i mostri "Kaiju" tanto inesistenti e banali le motivazioni dei cattivi
che li creano e li mandano contro l'umanità ( che si intravedono e basta, ma qui la lezione è quella di Neon Genesis Evangelion, l'unico vero, maturo, anime sui robottoni esistente).
Il motivo di tale mancanza lo giustifico appunto con la presenza di tanta carne a disposizione da mettere sul fuoco, un poco in più e sarebbe bruciato tutto il pranzetto di Natale.
Faccio notare che lo stesso Nagai dà spazio agli antagonisti solo nella seconda parte delle sue serie animate ( non parlo di oav, ma potrei anche includerli ) approfondendo le tematiche dei "cattivi", che alla fine poi non risultano mai essere eccessivamente crudeli e spietati ma solo eccessivamente "machiavellici"...
In Pacific Rim tutto ciò non avviene perchè qualcosa doveva essere sacrificata a beneficio di una sintesi sapiente e godibile.
Infatti, per capire i punti deboli e gli obiettivi dei nemici alieni non resta che utilizzare un meccanismo narrativo già visto in altri cult come per esempio "Independence Day", che non svelo per evitare lo spoiler...

Caro Guillermo per tutte le piccole mancanze però ti perdono ben volentieri.
mi hai citato persino
King Gori, uno dei mostri più famosi e spietati di Goldrake...
e mi hai fatto vedere persino non solo il Giappone devastato come ai bei vecchi tempi, ma anche il mondo intero, evitandomi anche la classica (davvero e tristemente) stereotipata New York fatta in pezzi.
potrei non volerti mai bene?

Insomma, se dovessi decidere IO come dev'essere un film sui robottoni vorrei fosse così.
Lo è?
Allora è perfetto.
Di più non chiedo alla vita.




Spero solo non ne facciano un secondo, non vorrei intristirmi.
I sequel spesso mi deludono.
Piuttosto già temo un'invasione anche di questo genere.
I supereroi ormai son belli che andati...

in fede
Claudio " Claps" Iemmola